Salve Simone,
ma non è una questione di generazione dei processori, bensì di correttezza e linearità delle scelte.
Molti di quei Celeron compatibili non godono nè godranno mai di una maggiore stabilità in riferimento agli aggiornamenti futuri di Windows 11 (mi rifaccio alle tue parole nel post che mi hai segnalato). Stabilità di cosa, sono "macchine" (come le si definiva un tempo) deboli, scarse, talune volte a bassissimo costo, che non hanno alcun valore aggiunto sotto il profilo puramente tecnico rispetto all'i5-7500.
Trattasi di una scelta, di una strategia commerciale, per spingere alla vendita di nuovo hardware, nulla di più.
"Comunque non vedo il motivo di dover aggiornare a Windows 11."
Beh, per me il motivo sussiste, benchè possa apparire frivolo ad un primo acchito: è lo stesso motivo che mi spinse ad acquistare la licenza di Windows ME, di Windows Vista e dei successivi, quando in Microsoft si pagava pure l'aria perchè non c'era chissà quanta concorrenza.
Il motivo è la novità nel senso più pieno del termine, intesa come svecchiamento dei sistemi, rottura di una routine operativa identica da anni, propensione ad un qualcosa di nuovo.
D'altronde, se non ci fosse motivo di aggiornare a Windows 11, allora non sussisterebbe nemmeno il motivo di idearlo e crearlo, basterebbe rilasciare aggiornamenti di Windows per 10-15-20 anni.
Ovviamente questa è la mia opinione, ma oggettivo rimane il fatto che escludere un processore di fascia media con 4 core, una frequenza base di 3,40 GHz ed una turbo massima di 3,80 GHz ed una cache di 6 MB Intel non ha alcuna motivazione sotto il profilo hardware o hardware-software.